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Edizione del 22 ottobre 2026 · Credito · 7 minuti circa

TAN, TAEG e merito creditizio: come leggere davvero un finanziamento

Approfondimento · Fonti in calce
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CREDITO | GUIDA PRATICA
22 ottobre 2026 | Tempo di lettura: circa 9 minuti

Una rata sostenibile è importante. Ma per capire se un prestito è adatto alle proprie esigenze bisogna conoscere anche il costo totale, la durata e le verifiche effettuate da chi concede il credito. Una guida accessibile, con esempi e strumenti utili anche nel lavoro quotidiano.

La domanda giusta non è soltanto «quanto pago al mese?»

Quando una persona chiede un prestito, spesso comincia da una domanda semplice: «Quanto sarà la rata?». È una domanda ragionevole: la rata deve entrare nel bilancio familiare senza mettere in difficoltà le spese essenziali. Tuttavia, da sola, non racconta l'intera storia.

Due finanziamenti possono avere rate molto diverse perché cambiano la durata, il tasso o le spese. Una rata più bassa può essere più comoda oggi ma comportare un costo complessivo maggiore nel tempo. E un tasso pubblicizzato non sempre descrive tutti gli oneri del contratto.

Per questo è utile conoscere tre concetti: TAN, TAEG e merito creditizio. Non sono parole riservate agli addetti ai lavori: aiutano chiunque a fare domande migliori prima di firmare.

1. Il TAN: il prezzo degli interessi

Il Tasso Annuo Nominale (TAN) esprime il tasso d'interesse applicato al capitale finanziato. In termini semplici, indica quanto costa prendere in prestito il denaro per la sola componente degli interessi, senza comprendere tutte le eventuali commissioni e spese.

Immaginiamo di chiedere 10.000 euro, da restituire in 60 rate mensili, con TAN fisso del 6%. In un piano di ammortamento a rate costanti, senza spese aggiuntive e con rate posticipate, la rata è circa 193,33 euro. Alla fine dei cinque anni, il totale delle rate è circa 11.599,68 euro: gli interessi complessivi ammontano quindi a circa 1.599,68 euro.

È importante evitare un equivoco: un TAN del 6% non significa che si pagherà semplicemente il 6% di 10.000 euro ogni anno per cinque anni. A ogni rata una parte rimborsa il capitale e una parte copre gli interessi; man mano che il debito residuo diminuisce, cambia la composizione della rata.

2. Il TAEG: una fotografia più completa del costo

Il Tasso Annuo Effettivo Globale (TAEG) sintetizza il costo totale annuo del credito, secondo regole di calcolo stabilite dalla normativa. Oltre agli interessi, considera le spese che devono essere incluse per legge: per esempio alcune commissioni, imposte e costi di servizi accessori obbligatori.

Questo è il motivo per cui un TAN basso non garantisce, da solo, che un prestito sia il meno costoso.

Facciamo un esempio intuitivo. Due finanziatori propongono entrambi 10.000 euro in cinque anni con lo stesso TAN, ma uno prevede spese obbligatorie aggiuntive e l'altro no. Anche se la rata riferita ai soli interessi fosse identica, il costo effettivo per il cliente sarebbe differente. Il TAEG serve proprio a rendere più trasparente questo confronto.

Attenzione: non tutte le spese rientrano necessariamente nel TAEG. Per esempio, possono esserne escluse alcune polizze facoltative e gli eventuali costi dovuti a ritardi nei pagamenti. Per confrontare correttamente due offerte occorre verificare anche le condizioni contrattuali e confrontare finanziamenti con importi e durate equivalenti.

TAN e TAEG in una frase

TAN: quanto costano gli interessi.
TAEG: quanto costa complessivamente il finanziamento su base annua, considerando gli oneri previsti dalle regole di calcolo.

3. La durata: perché una rata più bassa può costare di più

Torniamo al nostro esempio, con 10.000 euro al TAN fisso del 6%, senza spese aggiuntive. Ecco cosa succede modificando soltanto la durata:

Durata Rata mensile indicativa Interessi totali indicativi
60 mesi 193,33 € 1.599,68 €
84 mesi 146,09 € 2.271,19 €

Con 84 rate, il pagamento mensile scende di oltre 47 euro. Può essere una differenza importante per una famiglia. Ma il finanziamento resta aperto due anni in più e gli interessi complessivi aumentano di circa 672 euro.

Questo non significa che scegliere la durata più breve sia sempre la decisione migliore. Una rata troppo alta può diventare insostenibile. Significa piuttosto che comodità mensile e costo totale devono essere valutati insieme.

4. Che cosa significa «merito creditizio»?

Prima di concedere un finanziamento, la banca o la società finanziaria deve valutare la capacità del richiedente di rimborsarlo. Questa analisi si chiama valutazione del merito creditizio.

Il finanziatore può considerare diversi elementi, tra cui:

  • il reddito dimostrabile e la sua continuità;
  • le spese e gli impegni finanziari già presenti;
  • l'importo e la durata del prestito richiesto;
  • la storia dei rimborsi e le informazioni disponibili nei sistemi di informazione creditizia;
  • altri fattori pertinenti alla sostenibilità dell'operazione.

La valutazione non si riduce a una sola cifra o a un semplice «sì» o «no» di una banca dati. Le informazioni creditizie sono importanti, ma devono essere lette nel contesto complessivo della situazione economica del cliente e delle regole applicabili al prodotto.

Un esempio vicino alla vita reale

Una persona percepisce 1.700 euro netti al mese e paga già una rata di 320 euro. Chiede un nuovo prestito con una rata prevista di 230 euro. In totale, le rate arriverebbero a 550 euro al mese.

Questo dato, da solo, non permette di stabilire se il prestito verrà approvato. Bisogna capire, per esempio, se il richiedente paga un affitto, sostiene familiari, ha altre spese ricorrenti o dispone di ulteriori entrate. La sostenibilità è un giudizio sulla capacità reale di rimborso, non una formula magica uguale per tutti.

5. CRIF, SIC e Centrale dei rischi: non sono tutti la stessa cosa

Nel linguaggio comune si usa spesso la parola «CRIF» per riferirsi genericamente alle segnalazioni creditizie. In realtà è utile distinguere.

I Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC) sono archivi, generalmente gestiti da soggetti privati, che raccolgono informazioni sui rapporti di credito secondo regole specifiche. La Centrale dei rischi della Banca d'Italia è invece un sistema pubblico con proprie soglie e criteri di segnalazione.

La presenza di un nominativo in un archivio non significa automaticamente che quella persona sia un cattivo pagatore: gli archivi possono contenere anche informazioni su finanziamenti rimborsati regolarmente. Ciò che conta è la natura dell'informazione, la sua correttezza e la sua attualità.

Per un collaboratore del settore credito, questa distinzione è fondamentale: non promettere mai un'approvazione certa e non descrivere le verifiche come formalità aggirabili. Il compito del professionista è comprendere le esigenze, spiegare il processo e orientare il cliente verso una valutazione consapevole.

6. Il documento da leggere prima della firma: il SECCI

Per il credito ai consumatori, un documento centrale è il SECCI, acronimo di Informazioni europee di base sul credito ai consumatori. Serve a presentare le caratteristiche essenziali dell'offerta in un formato confrontabile.

Nel SECCI si trovano, tra l'altro, l'importo finanziato, la durata, le rate, i costi, il TAEG e informazioni sui diritti del cliente, inclusi recesso e rimborso anticipato secondo le condizioni applicabili.

Un'abitudine utile è leggere il SECCI con una semplice sequenza di domande: quanto ricevo? Quanto pago ogni mese? Per quanto tempo? Quanto restituisco complessivamente? Quali spese sono previste? Cosa succede se voglio estinguere prima?

Per i mutui ai consumatori esiste un documento diverso, il PIES, con finalità analoghe di trasparenza e confronto.

7. Il ruolo del consulente: spiegare, non soltanto proporre

Un buon professionista del credito non dovrebbe limitarsi a comunicare una rata. Dovrebbe aiutare la persona a distinguere fra bisogno immediato e sostenibilità nel tempo.

Questo significa chiarire la differenza fra TAN e TAEG, discutere la durata, illustrare le verifiche necessarie, presentare la documentazione precontrattuale e spiegare con precisione ciò che è certo e ciò che dipende dall'istruttoria.

La fiducia non nasce da promesse assolute, ma da informazioni comprensibili. Una persona che comprende un contratto è più preparata a valutarlo e a gestire responsabilmente il proprio impegno.

PrestiFly Academy | Cinque parole da ricordare

Capitale: la somma concessa in prestito.
Interessi: il costo del denaro preso in prestito.
TAN: il tasso riferito alla sola componente degli interessi.
TAEG: l'indicatore del costo complessivo annuo del credito, calcolato secondo la normativa.
Merito creditizio: la valutazione della capacità del cliente di rimborsare il finanziamento.

Tre idee da portare a casa

Primo: una rata bassa non equivale automaticamente a un prestito economico.
Secondo: il TAEG è uno strumento fondamentale per confrontare offerte omogenee, ma va letto insieme alle altre condizioni.
Terzo: il merito creditizio riguarda la capacità di sostenere il debito, non soltanto la presenza o assenza di segnalazioni.

La finanza diventa più semplice quando si parte dalle domande giuste. E il credito, prima di essere un contratto, è una scelta che deve poter essere compresa.


Fonti e note editoriali

Gli importi delle simulazioni sono arrotondati e puramente illustrativi: non costituiscono un preventivo o un'offerta di credito. Articolo informativo, non consulenza finanziaria personalizzata.

Contenuto educativo. Gli esempi sono illustrativi e non costituiscono una proposta di finanziamento.